Un laboratorio ortopedico in Africa

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Durante l’estate 2017 Tommaso Mombelli ha trascorso una settimana nel nostro calzaturificio a Castell’Arquato per apprendere i rudimenti necessari alla realizzazione di plantari e scarpe ortopediche.

Il motivo? L’idea di Tommaso è quella di avviare un laboratorio ortopedico nell’ospedale della missione salesiana di Kidane Mehret ad Adwa, in Etiopia settentrionale, dove lavora e nella quale dal 1987 è attiva la comunità di suore di Maria Ausiliatrice.
Il sogno della missione è quello di produrre sandali e, con il passare del tempo, anche ciabatte e scarpe su misura
per tutti coloro che sono affetti da difficoltà a camminare.

«Assieme alla Missione – racconta Tommaso – avevamo contattato diverse aziende italiane, chiedendo chi fosse disposto ad aiutarci. La ditta Molinari ha risposto in modo immediato. Da loro ho imparato le cose basilari per modellare una calzatura. Quando sarò ad Adwa, in Etiopia, prenderò un calco del piede e, in base alla forma, sarà possibile fare un sandalo personalizzato per ogni paziente che ha difficoltà motorie.
Sembra una cosa banale, ma in Africa sono tante le persone che non possono camminare. Molti non hanno le scarpe, è vero, ma molti altri invece non camminano perché non hanno le calzature adatte alle loro problematiche ortopediche. Ringrazio Ivana Molinari per la possibilità concessami – conclude Tommaso – e per tutto il materiale che ci ha donato per la realizzazione dei sandali».

Il laboratorio partirà a gennaio 2018 con l’apertura effettiva dell’ospedale e Tommaso sceglierà anche un collaboratore locale da formare.

«Per rendere ancora più completo il progetto – dice Tommaso – sarebbe meraviglioso se qualche calzaturificio bresciano ci aiutasse con alcuni macchinari, tipo una smerigliatrice, una pressa a vuoto per suole e una macchina per cucire la pelle, tutte necessarie alla lavorazione».

Diamo volentieri voce all’appello di Tommaso nella speranza che anche altri calzaturifici raccolgano l’invito. Da parte nostra, siamo davvero orgogliosi di aver potuto prendere parte a questo progetto: facciamo a Tommaso e a tutta la missione un grandissimo “in bocca al lupo” per il futuro.

Foto e intervista sono tratte dal Giornale di Brescia del 14/09/22017.

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